martedì 6 ottobre 2015

Il soring

Il soring è una pratica che comporta l’utilizzo di sostanze chimiche e costrittive sui piedi dei cavalli così che gli animali provino dolore e siano costretti ad alzare i piedi molto più rapidamente e in maniera maggiormente “attraente” rispetto alla loro solita andatura.
Il soring è associato a un movimento che porta il piede del cavallo più in alto in uno slancio della gamba dritta in avanti, tale passo è chiamato “Big lick”.
Questa pratica, nonostante sia un vero e proprio abuso e sia considerata illegale secondo Horse Protection Act of 1970 degli USA è praticata per lo show Tennessee Walking Horses.
Il “big lick” solitamente è provocato dato l’utilizzo di ferri pesanti per i cavalli, con l’aggiunta di pesi, cerchi e catene posti attorno ai metacarpi degli animali così che provino dolore poggiando i piedi a terra.
In questa pratica violenta sono utilizzati anche prodotti chimici come l'olio di senape, il gasolio, il kerosene, l’acido salicilico e altre sostanze caustiche che sono applicate sui metacarpi, sul tallone o altri punti delle gambe dei cavalli.
Tali agenti chimici causano bruciore o vesciche e ciò è perpetrato allo scopo di accentuare l’andatura del cavallo.
Frequentemente le zone del corpo del cavallo dove sono state apposte le sostanze chimiche sono avvolte nella plastica così che gli acidi agiscano più rapidamente sull’animale creandogli dolore.
È anche frequente che gli addestratori mettano tanti chiodi, sfere di metallo o viti sotto lo zoccolo per causare pressione e dolore o che utilizzino zoccoli molto alti rispetto alla norma.
Tale tipo di violenza insensata, anche se è andata diminuendo dato l’utilizzo della fluoroscopia che ha lo scopo di individuare l’utilizzo di tali pratiche, è ancora molto diffusa.
I cavalli portano tanti segni visibili di questa pratica immorale, eccone alcuni:
Il cavallo sta con i piedi ravvicinati, spostando il suo peso sulle zampe posteriori.
È evidente il tessuto cicatriziale o granulare sui metacarpi.
Ai cavalli crescono peli ondulati o possono addirittura perderli nella zona pastorale.
I metacarpi del cavallo hanno i peli più scuri rispetto al resto del manto del cavallo.
I cavalli hanno i garretti bassi e possono ruotare verso l’esterno quando si spostano.
I cavalli si sdraiano per lunghi periodi e sono resistenti allo stare in piedi.
Il cavallo è resistente al trattamento dei suoi zoccoli.
L’animale ha difficoltà a camminare e rischia spesso di cadere.

Perchè i cavalli respirano solo attraverso le narici?

I cavalli non possono respirare attraverso la bocca ma soltanto attraverso le narici. Perché? Come sono strutturate le narici?
È una particolarità anatomica del cavallo che non permette a quest’animale di respirare attraverso la bocca.
Il margine posteriore del palato molle è sistemato sotto la cartilagine epiglottide, che è la più craniale delle cartilagini laringee, e separa in maniera definitiva e completa le vie aerifere dalla cavità buccale.
È solo durante la deglutizione che il palato si sposta verso l’alto e l’epiglottide, dopo essersi ribaltata, chiude l’apertura della glottide. Grazie a questi movimenti il cibo può scendere nell’esofago.
Tale conformazione anatomica, oltre a impedire al cavallo di respirare attraverso la bocca, gli rende impossibile anche vomitare.
Le narici sono quindi gli unici due fori che consentono ai cavalli di immettere aria nel sistema respiratorio.
Le vie aeree hanno come unica apertura le narici che sono due orifizi di pelle sottile e morbida, dotati di lunghi peli tattili.
Le narici possiedono una grande mobilità grazie alla quale sono in grado di regolare quanta aria entri nell’albero respiratorio del cavallo rispetto alle esigenze funzionali dell’animale (alla massima apertura delle narici corrisponde il massimo sforzo dell’animale).

Hercules e Alison

Redruth, ottobre 2015 – Una storia che è così bella da non sembrare vera: è la storia di Hercules e della sua padrona adottiva Alison Ironside. Lui, un pony da salvare, lei malata di cancro al seno. Lei lo salva, lui la salva. E ora Hercules vince il titolo di Supreme Champion al premio annuale del World Horse Welfare Rehomed Horse, charity internazionale che si occupa del benessere dei cavalli nel Regno Unito e in tutto il mondo attraverso campagne educative e divulgative. Grazie alla sua incredibile forza di volontà che ha dimostrato per sopravvivere, Hercules ha dimostrato una sensibilità particolare nel percorso di guarigione della sua nuova padrona, sapendola affiancare come solo un vero amico sa fare.
Arrivato al Glenda Spooner Farm per il World Horse Welfare nel 2011, affetto da una malattia cronica malattia dell’erba, il pony aveva solo il 2% di possibilità di sopravvivere: grazie alle cure del team World Horse Welfare e alla stessa volontà dimostrata dal paziente, la guarigione è arrivata, dimostrando che Hercules si merita a pieno titolo il suo nome da guerriero.
Così Ironside si è presa cura di lui, portandolo a casa quando aveva solo tre anni, continuando la sua educazione e iniziando a montarlo fino a quando, nel marzo 2014, le è stato diagnosticato un cancro al seno. Dopo diverse chirurgie, cure e trattamenti e diversi mesi trascorsi seduta su una sedia, Alison ha deciso che era tempo di tornare in sella: “Tra tutti i miei pony ho subito saputo che era Hercules l’unico di cui potevo davvero fidarmi nello stato di debolezza in cui mi trovavo – ha raccontato Alison – Hercules ha dimostrato di comprendere la situazione prendendosi cura di me: portandomi in groppa senza mai mettere male un piede, senza mai spaventarsi di nulla, senza tirare sull’imboccatura e senza mai essere irruento mentre lo preparavo da terra. È un pony che ha richiesto tante energie per rimetterlo in salute ed ora mi ha restituito tutto”.
L’ex oro olimpico di completo Jane Holderness-Roddam ha premiato Hercules al primo posto per la categoria Faithful Friend, “amici fidati”.
“Ho scelto Hercules perché, nonostante sia ancora un puledro scanzonato, ha dato l’impressione di comprendere davvero la fragilità della sua padrona e le sue esigenze durante la malattia, trattenendo la sua naturale esuberanza. Forse ha capito davvero quanto sia importante lottare per la sopravvivenza, avendolo vissuto lui stesso sulla propria pelle. Ho voluto premiare questa sensibilità innata che ha dimostrato il valore vero dell’amicizia”.
Hercules è poi stato scelto anche per ricevere il titolo di Supreme Champion da Roly Owers, Chief Executive di World Horse Welfare, emozionato dalla storia del pony e di Alison.
https://www.youtube.com/watch?v=YwaGQGVFseo

lunedì 5 ottobre 2015

Pascolo abusivo e cavalli selvaggi: un grande problema

Roma, ottobre 2015 -  Ieri pomeriggio un uomo di Santa Marinella percorreva in auto il tratto di strada che unisce Tolfa a Santa Severa quando, per evitare l'impatto con un cavallo che attraversava la stessa arteria di comunicazione, ha dovuto buttarsi fuori strada.
Illesi cavallo ed automobilista, solo danni notevoli alla macchina: ma c'è da sperare che il protocollo di intesa che verrà chiuso nei prossimi giorni tra Asl Roma F, la regione Lazio, Agraria di Allumiere e Tolfa e i comuni di Tolfa, Allumiere e Santa Severa riescano a regolamentare la situazione.
Perché è una cosa estremamente positiva che vengano ancora riservate ampie zone di pascolo libero per cavalli, bovini e altri erbivori - il terreno dove affondano le radici culturali  tradizioni equestri importanti come la transumanza, i butteri e il lavoro con il bestiame.
Ma è altrettanto vero che occorre impedire fisicamente il loro vagare incontrollato sulle strade asfaltate percorse abitualmente da una rilevante di autoveicoli: per l' incolumità fiscia degli animali, oltre che per quella degli automobilisti.

Mostra del cavallo Haflinger

Dal 23 al 25 ottobre a Somaggia di Samolaco ci sarà la settantottesima edizione della mostra interprovinciale del cavallo Haflinger.
Questa manifestazione tradizionale vedrà come protagonista indiscusso il cavallo avelignese.
Gli esemplari più belli della razza avelignese in Valtellina e Valchiavenna si presenteranno al pubblico.
L’evento sarà allestito nell’area verde nei pressi della parrocchia.

I cavalli arriveranno da tutta la provincia di Sondrio e non soltanto.
Per cominciare, la manifestazione vedrà una sfilata di tutti i cavalli presenti per la gara che saranno divisi secondo le categorie di appartenenza. 
I giurati, che formeranno una vera e propria commissione, andranno a valutare ognuna delle caratteristiche di razza richieste per ogni esemplare e assegneranno un punteggio a ciascun cavallo partecipante.
Questa manifestazione presta l’occasione di valutare, visionale e apprezzare il lavoro, lento e puntuale, che gli allevatori svolgono e hanno svolto per anni nel raffinare la razza e tutte le caratteristiche a essa correlate, rendendo il cavallo Haflinger sempre più elegante e aggraziato

domenica 4 ottobre 2015

Varenne, il trottatore italiano più famoso al mondo

Ciao amici dei cavalli! Se avete letto il programma della fiera del mais e dei cavalli che si terrà a Vigone, allora avrete letto che sarà presente una navetta che porta all'allevamento "Il Grifone", dove vengono allevati i migliori trottatori d'Italia. Qui è vissuto e vive tutt'ora il mitico Varenne, quindi ho deciso di prepararvi una scheda interamente dedicata a lui. Spero che vi piaccia!
Vanessa.



Il Trottatore Italiano più famoso è certamente "Varenne" (totale vincite pari a 6.400.000 di Euro).
Varenne è un cavallo ex trottatore italiano nato il 19 maggio del 1995 presso l'allevamento di Zenzalino a Copparo in provincia di Ferrara di proprietà di Alessandro Viani.
Figlio di Waikiki Beach e Ialmaz, soprannominato Il Capitano, deve il nome alla via di Parigi dove si trova l'ambasciata italiana.
Guidato da Giampaolo Minnucci ha stupito l'ambiente dell'Ippica imponendosi con incredibile facilità e leggerezza nelle corse più dure del calendario italiano ed internazionale.

Ha esordito in pista a tre anni e, dopo alcune difficoltà iniziali, è arrivato a vincere il nastro azzurro del Derby del Trotto, la corsa più importante per un trottatore indigeno, demolendo il "fenomeno" Viking Kronos, che all'epoca dominava le classiche della generazione con estrema disinvoltura.
Nella stagione successiva (1999), ha vinto quasi tutti i gran premi del circuito dei quattro anni indigeni per poi debuttare sul palcoscenico internazionale al Gran Premio delle Nazioni di San Siro. In quell'occasione ha sconfitto la campionessa del mondo Moni Maker. Ha poi concluso l'anno imbattuto, con una serie complessiva di quattordici vittorie in altrettante corse disputate.
Dal 2000 Varenne ha iniziato a misurarsi con i trottatori più forti di tutto il mondo. Nello stesso anno ha corso diciotto volte, affermandosi in tredici occasioni. Nella prima delle tre edizioni del Prix d'Amerique cui ha preso parte, una contestatissima partenza, ripetuta più volte, gli precluse la vittoria. Tuttavia già due settimane dopo, sulla stessa pista, al PrixRoederer, seppe imporsi nei confronti del campione francese General du Pommeau che lo aveva battuto nella precedente corsa parigina. Si aggiudicò successivamente il Lotteria di Agnano e il Gran Premio Giubileo 2000 di Roma.
Nella stagione 2001 Varenne, guidato da Minnucci, ha dimostrato di essere indiscusso re del trotto mondiale, prima annientando gli avversari in tutte e tre le prove del Grand Slam del trotto europeo (Amerique, Lotteria, Elitloppet), per poi distanziare tutti anche nella corsa più importante degli Stati Uniti: la Breeders Crown. Nessun cavallo aveva mai fatto tanto.
Proprio negli Stati Uniti ha sancito il suo record (allora mondiale) di 1.09.1 al Km., un limite aggiornato proprio sull'anello da miglio del Meadowlands solo nell'agosto 2008 da Misterizi, vincitore di quell'edizione del NatRay in 1.51.
Il 2002 lo ha consacrato come trottatore più ricco e più veloce di tutti i tempi. Varenne ha bissato il Grand Slam, ed ha concluso la sua carriera effettuando un tour mondiale in cui ha letteralmente frantumato tutti i record delle piste.
Varenne è l'unico cavallo nella storia dell'ippica mondiale ad avere vinto il titolo di "cavallo dell'anno" in tre differenti nazioni: Italia 2000, 2001, 2002, Francia 2001, 2002, Stati Uniti 2001. Varenne è anche l'unico trottatore ad avere vinto le corse più importanti del mondo nello stesso anno (2001).

Il Paint Horse



Origini e attitudini
Razza molto simile al Pinto (la caratteristica di entrambi sono le macchie), originaria degli Stati Uniti. L'allevamento del Pinto fu iniziato dai pellerossa che cercavano i soggetti selvaggi "più colorati", ritenuti i migliori, per incrociarli con i cavalli di origine spagnola. L'altezza variava dai 135 ai 160 cm, importanti erano solo il mantello e le proporzioni. Furono i Comanche a operare la distinzione fra Pinto: selezionarono i loro pezzati e li incrociarono con il Quarter, ottenendo un cavallo del tutto simile al Quarter ma pezzato, il Paint Horse appunto. Il Pinto continuò ad essere allevato senza controllo fino al 1930 quando si incominciò a dare omogeneità alla razza attuando incroci con il Purosangue Inglese e con l'Arabo. Dagli anni '60 furono praticate selezioni con cavalli di origine spagnola per determinare una razza diversa dal Paint. Restano comunque due razze molto simili.
 - Caratteri morfologici
Tipo: meso-dolicomorfo.
Mantello: sempre pezzato: caratteristica sono le macchie: l'"overo" e il "tobiano". Il primo presenta grandi macchie bianche su tutto il corpo a fondo scuro; il secondo macchie di altri colori su fondo chiaro.
Altezza al garrese: 150 - 165 cm.
Peso:  circa 500 kg.
Carattere intelligente, docile, affidabile.


I cavalli dallo scudo magico
Nel 1519, l’esploratore spagnolo Cortes Fermando, sbarcò nel continente Nord Americano, cercando, come molti in quel periodo, fama e fortuna.
Cona la sua truppa di conqustatores, portò con se dei cavalli, per potersi muovere attraverso le terre di quest’enorme Continente sconosciuto. Secondo lo storico spagnolo Diaz del Castello, uno dei membri di quell’equipaggio, uno di quei primi 16 cavalli “esploratori”, aveva grandi pezzature bianche sul ventre.
Questo cavallo macchiato, fu incrociato con i piccoli ma robusti Mustang allevati dal pellerossa: i Comanche, forse i più fieri cavalieri delle pianure, furono subito impressionati da questi forti e vivaci cavalli colorati, e ne allevarono molti nelle loro grandi mandrie. La prova di questo “amore”, si riscontra nei disegni di cavalli colorati trovati sulle toghe di bufalo dipinte dai Comanche. Erano degli allevatori privi d’ogni esperienza scientifica e genetica (naturalmente!) ma possiamo considerarli i primi selezionatori di questa razza e raggiunsero un elevato standard qualitativo dei soggetti allevati.
Un’antica credenza affermava che avessero doti magiche e che avrebbero protetto il loro cavaliere in battaglia qualora avessero avuto sul petto la caratteristica pezzatura a scudo (vedi foto di lato). Furono i Comanche ad operare le prime selezioni del Pinto: scelsero i loro migliori riproduttori e li incrociarono con il Quarter, ottenendo così un cavallo simile ma pezzato.
Con l’arrivo dei colonizzatori Inglesi, purtroppo, una parte del patrimonio genetico, così accuratamente selezionato dai Comanche, andò disperso insieme con intere etnie indiane ed alle loro mandrie: lo scudo magico sembrava aver perso la sua forza.
Durante tutto il 1800 e fino alla metà del 1900, questi cavalli furono chiamati con nomi diversi: Pinto, Paint, Skewbald, Piebald.
Il Pinto continuò ad essere allevato senza controllo fino al 1930, quando come i suoi “parenti” Quarter Horse, fu incrociato con i Purosangue Inglesi  arrivati a seguito dei colonizzatori anglosassoni, e rischiarono di perdere per sempre le loro caratteristiche “pezzature”, che li rendevano così speciali.
Fu solo nel 1950, un piccolo gruppo d’allevatori si dedicò alla conservazione del cavallo pezzato, e fondò la “Pinto Horse Association”.


Rebecca la prima allevatrice
Nel 1962 fu costituita l’American Paint Stock Association. Fondatrice di quest’associazione fu la signora Rebecca Tyler Lockhart, insieme a tre uomini che vivevano vicino Gainsville, E.J. Hudspeth, Truman Moody e Charlie Moore.
Sebbene i primi allevatori apprezzassero i colori di questi cavalli, la selezione fu rivolta soprattutto alla ricerca del perfetto “cavallo da ranch”, robusto, coraggioso e dotato del famoso Cow-Sense, indispensabile a lavorare con il bestiame.
I fondatori storici dell’American Paint Stock Association, decisero di organizzare uno show. Contattarono quindi chiunque conoscessero nel nord Texas e ad Oklaoma e chiesero loro di portare tutti i loro Paint alla gara organizzata al Junior Robertson’s, località vicino Waurika. Il gruppo decise poi di avvicinare gli organizzatori del Southwestern Exposition e Stock Show a Forth Worth (patria nel “non colorato” Quarter Horse) e fecero approvare una classe “Open Color”, che permise agli allevatori di mostrare i pregi di questi cavalli. Alcune settimane dopo lo show, il signor Lockart e 17 persone si radunarono al Curtwood Motel in Gainesville, e decisero quali dovettero essere i punti fondamentali per la costituzione del primo Registro di Razza. L’11 agosto del 1962, la signora Rebecca Lockhart al  tavolo della sua cucina, registrò il primo certificato di American Paint Horse, uno stallone nero/bianco, tobiano, di nome Bandits Pinto di proprietà del Flying M. Ranch di Mc. Kinney nel Texas. Fù sempre Rebecca a pubblicare la prima news-letter su questa razza, e a trattare tutta la corrispondenza dell’associazione.
Alla fine del 1962 risultavano iscritti ben 150 soci e registrati 250 cavalli.
Nel 1963 la sede dell’Associazione si trasferì ad Amarillo, nel Texas, dove tenne il suo primo show ufficiale all’Aufils Sports Arena di Lubook. L’anno dopo la sede fu spostata a Forth Worth, dove si trova tutt’oggi. L’associazione arrivò a contare ben 1005 soci, con 1269 cavalli regolarmente registrati.
Visto il successo che questi cavalli stavano riscuotendo, ci furono vari tentativi di dar vita ad associazioni parallele a quella di Rebecca: l’American Paint Quarter Horse Association fu tra uno di questi tentativi, falliti in breve tempo per mancanza d’iscrizioni.
Nel 1965, infatti, si tenne un’assemblea generale di tutti gli allevatori, e fu fondata l’American Paint Horse Association, con 1300 membri e 3800 cavalli iscritti.
Negli USA i Pinto sono suddivisi in tre distinti registri:
1. L'American Paint Horse Registry per cavalli tipo Stock Horse, di discendenza Quarter Horse o Purosangue.
2. Il Pinto Registry per cavalli tipo Stock Horse, Hunter e sella.
3. La MoroccanSpotted Horse Cooperative Association con cavalli di discendenza Araba, Americano da Sella, Purosangue, Morgan, Tennessee Walking Horse e Hackney.
Solo la prima però iscrive i cavalli di razza Paint Horse, le altre due registrano ogni cavallo che abbia “pezzature” più o meno estese, sia esso discendente da un P.S.I. che da qualsiasi altra razza.

Caratteristiche della Razza
Cavallo da sella meso-dolicomorfo, con un’altezza al garrese tra 152-163 cm, particolarmente indicato per il galoppo, la sua versatilità lo rende idoneo a tutte le specialità equestri. Molto robusto, deve avere una testa ben proporzionata, a profilo rettilineo, con muso larga e orecchie non piccole o affusolate, il collo deve essere muscoloso, il garrese rilevato, la groppa arrotondata, la coda ben attaccata e il torace ampio e profondo. Gli arti devono risultare solidi e muscolosi, piuttosto corti con articolazioni e tendini resistenti e infine deve avere lo zoccolo arrotondato. E’ utile ricordare che il principale obiettivo che si deve prefiggere un allevatore di Paint Horse, non è il “puledro colorato”, ma un cavallo bello morfologicamente, dove la bellezza delle forme corrisponde al modello di cavallo atleta in funzione della specialità o delle specialità per le quali sarà addestrato. Se questo cavallo è anche colorato, l’obbiettivo massimo è raggiunto.

Il mantello
Paint e Pinto sono due parole che si riferiscono al manto pezzato di un cavallo ma con modalità differenti. Infatti, la Paint Horse Association accoglie al suo interno qualsiasi cavallo pezzato, dal pony al cavallo da sella. Mentre l'American Paint Horse Association registra, tra i cavalli pezzati, solo quelli che hanno determinato caratteristiche. Effettivamente i Paint si differenziano tra loro per la disposizione della pezzatura e per il colore del mantello.
I Paint horse si dividono in due registrazioni di base: il regular con evidente bianco sul mantello ed il breedingstock, senza bianco evidente.
Geneticamente sono divisi in tre gruppi principali, il tobiano, portatore di un gene dominante e l’overo, portatore di un gene recessivo e il tovero:

1.Overo: Roano, Sauro hanno pezzature bianche e testa parzialmente dello stesso colore. Le aree bianche generalmente iniziano dal ventre, dorso, coda e criniera tendono ad essere scure, la faccia bianca e gli occhi azzurri e gli arti parte scuri e parte bianchi. La coda è solitamente di un solo colore.

2.Tobiano: Bianco, maculato di scuro con criniera e coda bianche; le macchie sono di solito regolari e nitide, di forma spesso ovale o tondeggiante, e si estendono lungo il collo e il petto assumendo l’aspetto del famoso scudo. Gli esemplari pezzati di bianco e nero vengono chiamati 'piebald'; quelli bianchi e d’altro colore 'skewbald'.
3.Tovero: ha caratteristiche comuni ad entrambi i tipi descritti prima.


Molti studi sono stati fatti per determinare quanto i geni incidano sulla colorazioni di questi cavalli. Dall’esperienza maturata dagli allevatori, risulta che incrociando uno stallone overo con fattrici Quarter Horse (incrocio ammesso dal registro di razza, insieme a quello con il P.S.I.) la percentuale di puledri regular che si ottengono varia tra il 65% - 70%. La stessa percentuale si ha usando uno stallone Quarter Horse su fattrici Paint colorate. Il mantello overo è determinato dall’interazione di più geni ed allo stato attuale delle ricerche, non è possibile determinare il mantello del puledro che nascerà. Forse, nel futuro, si potranno “eliminare” dal seme, i geni che determinano i breedingstock, ma per il momento è la natura a decidere!Diverso, invece è il discorso per il tobiano, dove attraverso lo studio della mappa cromosomica, si possono individuare i soggetti omozigoti (portatori del gene TT) ed i soggetti eterozigoti (portatori del gene Tt). Il prodotto dell’incrocio di uno stallone tobiano omozigote sarà quasi sempre (99,9%) un tobiano, indipendentemente dal colore della fattrice. Un individuo per essere tobiano omozigote deve sempre essere figlio di due tobiani, non sempre però, il prodotto di due tobiani è un omozigote.
OVERO x OVERO: OVERO o BREEDINGSTOCK
TOBIANO x OVERO: TOBIANO, OVERO, TOVERO o BREEDINGSTOCK
OVERO x QUARTER HORSE: OVERO o BREEDINGSTOCK
TOBIANO x QUARTER HORSE: TOBIANO, BREEDINGSTOCK, OVERO
TOBIANO x TOBIANO: TOBIANO o BREEDINGSTOCK
TOBIANO (TT) x OGNI TIPO DI FATTRICE: TOBIANO
Attitudini
Sella e tiro leggero, particolarmente versato per il galoppo e le gare western. Ma la caratteristica principale di questi cavalli la loro versatilità, che li rende idonei a tutte le specialità equestri: dal Barrel Racing al Reining, dal Cutting al Pole Bending, dal Western Riding al TrailHorses e, infine dall'Halter all'English Pleasure.